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Posts Tagged ‘ingiarmi’

TONINO ‘O SCIENZIATO ALIAS ANTONIO ANDREONE

22 mag

Si tratta di un tizio proprietario abusivo di una emittente superabusiva chiamata “Telesoccavo”, che trasmetteva alla fine degli anni 80 -inizio anni 90, e visibile credo solo nei quartieri occidentali di Napoli…. (Soccavo, Pianura, Fuorigrotta, etc.)
Tonino, che si faceva chiamare ‘o scienziato proprio a causa di questi suoi “ingiarmi” con le antenne, TV, RADIO etc., era solito apparire in video su Telesoccavo, dove cominciava ad urlare e sbraitare contro i politici locali (dell’epoca), che a suo dire gli volevano chiudere la TV. Il suo slogan principale era : “A TUTTI I CONSIGLIERI CIRCOSCRIZIONALI : TENITE ‘E CORN!!!”
Ed infatti, dopo qualche tempo, Telesoccavo fu chiusa definitivamente dai Carabinieri. Anche perchè il nostro Tonino era solito trasmettere film (rubati?) in prima visione. Poi la goccia che fece traboccare il vaso ci fu una domenica mattina verso le ore 10, quando apparvero in video le immagini di un film Hard, che andava in onda evidentemente senza interruzioni dalla notte precedente.
Celebre anche una puntata del Maurizio Costanzo Show, dove Tonino era ospite, e che incalzato dalle domande insidiose di Costanzo circa la sua tv abusiva, si alzò improvvisamente dalla sedia e urlo’ alla moglie “MUGLIE’ JAMMUNCENN!!!”

Il suo vero nome era/è Antonio Andreone. Ma la storia che vi sto per raccontare, cari amici, è degna del famoso film “Totò truffa ’62″ (chi non ricorda la celebre scena in cui Totò e Peppino vendevano la fontana di Trevi ad uno sprovveduto uomo d’affari americano?). Soltanto che qui c’è ben poco da ridere. Tutto ha inizio il 15 maggio dello scorso anno (di allora), allorquando il signor Antonio Andreone (autore fra l’altro di molte clamorose denunce e conduttore di una trasmissione televisiva in un’emittente partenopea), residente a Soccavo, uno dei più popolosi quartieri del capoluogo campano, presenta una richiesta di accertamenti ai sensi della legge sulla trasparenza degli atti pubblici sulla particella 247 ex 131, foglio 125 ex 4 della mappa catastale di Napoli, alla Procura della Repubblica. In parole semplici l’interessato, in virtù del possesso pacifico e incontestato esercitato dapprima dal padre e poi da sé stesso, promuoveva causa di usucapione avvertendo Iacp (Istituto Autonomo Case Popolari), Comune e Prefetto. Nonostante tale domanda, i terreni in questione furono appaltati dal comune di Napoli, tramite accordo economico con l’Iacp, per lavori di ampliamento del cimitero di Soccavo. Il tutto senza tenere minimamente in considerazione la causa promossa dall’Andreone e ancor più senza verificarne il titolo di proprietà. Sin qui ci sarebbe già molto da eccepire. Ma evidentemente Andreone ha voluto fare luce sulla questione, poiché tramite accertamenti compiuti presso il catasto di Napoli e l’Ufficio atti notarili scopriva che in effetti l’area in oggetto, di proprietà dell’Ina Casa fino al 1962, era stata ceduta con atto del notaio Sica al Demanio dello Stato. Tale atto era l’ultimo in cui, in ordine temporale, si ravvisava un trasferimento dello particella 127. In pratica il terreno veniva venduto dalla Iacp al comune di Napoli, non si sa bene a quale titolo, e iniziavano così dei lavori particolarmente onerosi che ricevevano anche finanziamenti pubblici. Il tutto, come potrete evincere, a spese della collettività. La richiesta di Andreone terminava con il sequestro preventivo in via cautelare del terreno allo scopo di appurare, nel caso in cui il Demanio fosse stato a conoscenza del patto, se lo stesso Ente Pubblico avesse proceduto alla sdemanializzazione con affidamento al comune di Napoli o allo Iacp della particella 127 considerata. Una vicenda appena agli inizi, dal momento che Andreone chiedeva un parere sulla titolarità dei beni al perito Vittorio Ciotola il quale, sulla scorta dei documenti e delle informazioni fornitegli dalle parti in causa, dichiarava che il titolare del diritto di proprietà dei beni oggetto di causa era il Demanio dello Stato e che quindi l’operazione compiuta da Iacp e comune non era legittima. Dal momento che risposte dai soggetti interpellati non ne arrivavano, il 16 febbraio Andreone denunciava alla Procura della Repubblica di Salerno (per competenza) la Procura della Repubblica di Napoli per omissione di atti d’ufficio (nella persona del Procuratore Agostino Cordova), vale a dire per archiviato le tante denunce presentate. Un anno dopo tale prima richiesta, Andreone sporgeva un’ennesima denuncia alla Polizia sulle poco chiare procedure di assegnazione di questi terreni demaniali citando Comune, Iacp, Circoscrizione e altri enti pubblici e privati.Grazie all’intervento della Lega Sud, la questione intanto diventava oggetto di un’interrogazione alla Camera, firmata dai parlamentari della Lega Nord Rossi, Chiappori, Cavaliere e Bampo e diretta al Ministro di Grazia e Giustizia nella quale si chiedeva un’immediata ispezione presso le Procure della Repubblica di Napoli e Salerno, per verificare la veridicità della segnalazione di Andreone che nel frattempo, esasperato dall’inerzia dell’apparato burocratico italiano, minacciava il suicidio. Teniamo presente che Andreone (mai ascoltato da nessun magistrato), si è sempre dichiarato a completa disposizione nell’esibire tutta la documentazione in proprio possesso. Una vicenda dai contorni a dir poco oscuri, come si vede.  Sorge spontaneo chiedersi, a questo punto quali siano i Read the rest of this entry »

 
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